Le piante sono indispensabili nella nostra vita quotidiana

ed per questo è necessario organizzare nel migliore dei modi gli spazi verdi di cui siamo circondati secondo le proprie esigenze ma rispettando sempre le caratteristiche del territorio o del loro habitat naturale o il loro ecosistema.

Non bisogna pensare al giardino come un semplice ammasso di alberi, arbusti e fiori, ma una realizzazione concreta dello spazio verde in perfetto equilibrio e armonia in conformità con la personalità di chi ci vive ed abita, ciò che ogni persona ricerca nel momento in cui desidera vivere il proprio giardino.

Giardini della Sicilia Giardini della Sicilia
Un giardino curato con amore, arredato con stile e abitato in piena libertà e sicurezza, valorizza l’intera casa e aggiunge qualità e benessere alla vita dei suoi abitanti. Perciò è importante dedicare attenzione a tutti i suoi dettagli, dall’arredamento agli accessori, proprio come facciamo con gli altri ambienti della nostra dimora.

Una breve ma rigenerante pausa negli impegni quotidiani, oppure un week-end da dedicare a noi stessi, alla famiglia o agli amici, in un ambiente che rispecchia completamente i nostri gusti estetici e le nostre necessità pratiche: il giardino rappresenta sempre di più uno spazio privilegiato per soddisfare queste esigenze, ed infatti si arricchisce di nuove funzioni e soluzioni.

Perché un giardino possa essere utilizzato come una moderna e confortevole area living, oltre alla scelta degli arredi, è fondamentale, naturalmente, anche la cura del prato e delle piante.

Dedicando molte attenzioni al nostro giardino, piccolo o grande che sia, creeremo un habitat ideale da vivere insieme alla famiglia ed agli amici, oppure anche da condividere all’interno di un condominio.

Gli attrezzi da giardino più all’avanguardia rispecchiano, perciò, le nuove tendenze del design, ma esprimono allo stesso tempo la massima attenzione all’efficacia, alla qualità ed all’ergonomia.

Un pò di storia per i più curiosi...

Le prime testimonianze dell'esistenza di giardini ornamentali sono le pitture murali egiziane del 1500 a.C.: rappresentano laghetti ricoperti di ninfee e loto e circondati da file di alberi di acacia e di palme. Vi sono testimonianze anche di una tradizione di giardinaggio presso i persiani: si trovano citazioni di un "giardino del paradiso" appartenuto a Dario il Grande e i giardini pensili di Babilonia erano considerati una delle sette meraviglie del mondo.

Le influenze persiane si propagarono nell'Antica Grecia: attorno al 350 a.C. c'erano giardini presso l'Accademia di Atene e Teofrasto, che scrisse di botanica, si suppone avesse ereditato il giardino di Aristotele. Anche Epicuro possedeva un giardino in cui amava camminare e insegnare, che lasciò poi a Ermarco di Mitilene. Alcifrone fa menzione di giardini privati.

I giardini più rinomati del mondo occidentale antico furono i giardini di Tolomeo I ad Alessandria d'Egitto e grande influenza ebbe la tradizione di giardinaggio importata a Roma da Lucullo. Le pitture murali di Pompei, insieme con i resti archeologici, sono testimoni degli sviluppi elaborati che portarono anche alla costruzione di enormi giardini grazie alla grande ricchezza dei romani.

I resti di alcuni di questi grandi giardini sono ancora oggi visibili, come ad esempio presso Villa Adriana a Tivoli.

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Bisanzio e la Spagna islamica mantennero vive le tradizioni dopo il VI secolo. Nel frattempo una tradizione di giardinaggio si era autonomamente sviluppata in Cina, e poi in seguito da qui in Giappone, dove si tradusse nella creazione di giardini aristocratici che riproducevano paesaggi in miniatura centrati attorno a laghetti o i severi giardini zen presso i templi.

In Europa l'arte del giardinaggio rinacque durante il XIII secolo in Linguadoca e nell'Ile-de-France, e poi nei giardini delle ville italiane nel primo Rinascimento.

Nel Medioevo il giardino vive all'interno delle proprietà monacali e nelle immediate vicinanze di castelli e corti. Questi appezzamenti sono coltivati a ortaggi ed erbe medicinali, compreso qualche albero da frutto, tutti all'esterno delle mura cittadine (tranne qualche rara eccezione), per mancanza di spazio. Solo dal XIII secolo cominciano a diffondersi giardini e frutteti all'interno dei cortili nelle case patrizie: la spiegazione è da ricercare nel desiderio dei nobili di ricreare una parte della campagna (dove era usanza passare 4 mesi all'anno) in città. L'hortus conclusus (ovvero orto chiuso, circondato da mura) offre la riproduzione di un'immagine idilliaca: un terreno pianeggiante di forma regolare cinto da alte mura, che racchiude al suo interno prati verdi, fiori, erbe e frutteti, cornice ideale per una fontana di acqua purissima, da collocarsi sempre al centro.

I parterre francesi, la cui tradizione risale alla fine del XVI secolo, ebbero il loro massimo fulgore nelle interpretazioni di André Le Nôtre, progettista dei principali giardini nobiliari di Francia. Nel XVIII secolo il giardino inglese aprì nuove prospettive. Il XIX secolo vide il fiorire del revival dei giardini storici e la nascita dei giardini romantici, di cui una delle espressioni più note è quella dei cottage garden inglesi.

Nel XX secolo l'arte del giardinaggio si evolse integrandosi con la nuova disciplina urbanistica.